Oltre agli interventi economici a sostegno di famiglie e imprese, il decreto bollette 2026 appena entrato in vigore introduce una stretta significativa sul telemarketing aggressivo nel settore energetico. Una norma che potrebbe cambiare radicalmente le regole del gioco per call center e venditori porta a porta.
Cosa cambia in concreto
La nuova disposizione stabilisce che i contratti di fornitura di energia elettrica e gas naturale stipulati a seguito di contatti telefonici non autorizzati dall'utente sono da considerarsi nulli. In pratica, se un operatore ti contatta senza che tu abbia espressamente acconsentito a ricevere quella chiamata, qualsiasi contratto firmato a seguito di quel contatto non ha valore legale.
Come funziona la tutela
La norma si applica in modo specifico al settore energetico e prevede che:
- Il venditore debba dimostrare di aver ottenuto un consenso esplicito e documentato al contatto telefonico
- Il consenso non possa essere "nascosto" in clausole generiche di privacy o in moduli precompilati
- L'operatore sia obbligato a registrare integralmente la chiamata e conservarla per almeno 24 mesi
- Il consumatore possa richiedere la nullità del contratto in qualsiasi momento, con ripristino automatico della fornitura precedente
I numeri del fenomeno
Il telemarketing aggressivo nel settore energetico è un problema che affligge milioni di italiani. Secondo le stime, nel solo 2025 sono state presentate oltre 180.000 segnalazioni relative a contratti sottoscritti senza reale consenso. In molti casi i consumatori si sono trovati trasferiti a un nuovo fornitore senza aver mai firmato nulla consapevolmente.
Come tutelarsi
Ecco i consigli pratici per proteggersi:
- Non dire mai "sì" durante una telefonata commerciale: la registrazione potrebbe essere usata come prova di consenso
- Iscriversi al Registro delle Opposizioni per ridurre le chiamate indesiderate
- In caso di attivazione non richiesta, inviare immediatamente un reclamo scritto al fornitore e segnalare il caso ad ARERA e all'Antitrust
- Verificare periodicamente il proprio codice POD/PDR per assicurarsi che il fornitore sia quello atteso
La nuova norma rappresenta un passo avanti importante nella tutela dei consumatori, ma la vigilanza personale resta fondamentale.