Il secondo trimestre 2026 si apre con una doppia stangata sulle bollette. L'Autorità per l'Energia (ARERA) ha comunicato l'aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per i circa 3 milioni di clienti vulnerabili ancora serviti in Maggior Tutela.
Luce: componente energia in salita del 21%
Il prezzo di riferimento dell'elettricità aumenta complessivamente dell'8,1%. A pesare è soprattutto la componente relativa al costo della materia prima, che passa da 12,4 a 15,1 centesimi al kWh, segnando un rincaro del 21% sulla sola voce energia.
Per un cliente domestico tipo con consumo annuo di 2.700 kWh, questo si traduce in una spesa annua stimata di circa 765 euro, pari a circa 30 euro in più rispetto al trimestre precedente. Per le famiglie numerose con consumi più elevati, l'aumento può superare i 70 euro annui.
Gas: l'impatto della crisi internazionale
Sul fronte del gas naturale l'aumento è ancora più marcato: +19,2% rispetto al primo trimestre. La causa principale è l'impennata delle quotazioni internazionali, alimentata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz e dalle incertezze sugli approvvigionamenti.
Una famiglia con consumo tipo di 1.100 Smc/anno dovrà affrontare una spesa annua di circa 1.048 euro, con un incremento di oltre 170 euro su base annua.
Chi è colpito
I rincari riguardano direttamente i clienti in regime di Maggior Tutela, ovvero le categorie vulnerabili: over 75, persone con disabilità, percettori di bonus sociale e residenti in isole minori o zone colpite da calamità. Per chi è già passato al mercato libero, le tariffe dipendono dal tipo di contratto sottoscritto.
Le reazioni delle associazioni
Le principali associazioni dei consumatori hanno definito gli aumenti "insostenibili". Il Codacons stima che la spesa complessiva annua per luce e gas di una famiglia tipo supererà i 1.813 euro, un livello che non si registrava dalla crisi energetica del 2022.