Tariffa fissa o variabile: cosa scegliere
La scelta tra tariffa fissa e variabile dipende soprattutto da due cose: quanto sei disposto ad accettare l'incertezza e cosa ti aspetti dai mercati nei prossimi 12-24 mesi. La fissa blocca il prezzo della materia energia per tutta la durata del contratto: paghi un piccolo "premio assicurativo" ma dormi tranquillo. La variabile (indicizzata) segue il PUN o il PSV: paghi i prezzi reali ma ti esponi alle oscillazioni. Nel 2026 i mercati sono moderati: per molte famiglie un'indicizzata con spread basso conviene, ma chi ha bisogno di certezze nel budget familiare preferisce ancora il fisso. Una soluzione mista (fisso su una fornitura, variabile sull'altra) limita i rischi.
Come funziona la tariffa fissa
La tariffa fissa blocca il prezzo della materia energia per tutta la durata del contratto, di solito 12 o 24 mesi. Nessuna oscillazione: sai esattamente quanto paghi al kWh o al Smc per tutto il periodo. Il vantaggio è la prevedibilità totale, particolarmente importante per chi vive con budget rigidi o per chi ha avuto brutte esperienze con bollette esplose nel 2022.
Lo svantaggio è duplice. Primo: paghi un piccolo "premio assicurativo" perché il fornitore deve coprirsi dal rischio di rialzi durante il contratto. Secondo: se i mercati scendono significativamente, resti vincolato al prezzo bloccato (che a quel punto sarà sopra mercato). Inoltre, alla scadenza molte offerte fisse si rinnovano con un adeguamento automatico: leggere bene le CTE è fondamentale.
Come funziona la tariffa variabile
La tariffa variabile (o indicizzata) lega il prezzo della materia energia a un indice di mercato pubblico (PUN per la luce, PSV o TTF per il gas) maggiorato di uno spread fisso. Il prezzo cambia ogni mese o trimestre seguendo l'andamento dei mercati all'ingrosso.
Vantaggi: trasparenza (nessun "premio nascosto"), potenziale risparmio quando i mercati scendono, allineamento con i costi reali del sistema. Svantaggi: oscillazioni mensili (la bolletta varia anche del 30-40% tra estate e inverno), rischio di rincari improvvisi se ci sono crisi (vedi 2022), difficoltà a fare budget precisi.
Cosa scegliere nel 2026
Nel 2026 i prezzi all'ingrosso sono moderati e relativamente stabili. In questo scenario, le offerte indicizzate con spread competitivo (sotto 0,02 €/kWh per la luce, sotto 0,12 €/Smc per il gas) sono spesso più convenienti delle offerte a prezzo fisso, soprattutto su 12 mesi.
Ma "più conveniente" non significa "più adatto a te". Se hai entrate variabili, se ti stressano le oscillazioni di spesa, se preferisci certezze assolute, il fisso può valere il piccolo sovrapprezzo. Una buona regola: se hai più di 100 €/mese di bolletta luce + gas, vale la pena confrontare numericamente entrambe le opzioni; se hai meno, le differenze annue sono modeste e puoi scegliere in base al comfort psicologico.
La strategia mista e altri consigli pratici
Una strategia razionale per chi vuole bilanciare rischio e convenienza è la diversificazione: prezzo fisso su una fornitura, prezzo indicizzato sull'altra. Tipicamente: fisso sulla luce (consumo più costante, indice PUN stabile in pratica) e indicizzato sul gas (più stagionale, beneficia delle oscillazioni stagionali). Oppure il contrario, in base ai consumi.\n\nAltro consiglio: indipendentemente dalla scelta, controlla sempre la durata del prezzo bloccato e le condizioni di rinnovo. Molte offerte "fisse" diventano variabili o subiscono adeguamenti automatici dopo 12 mesi: senza un controllo periodico rischi di trovarti con condizioni molto peggiorate. Carica la bolletta sull'analizzatore di Bolletta Review almeno una volta all'anno per verificare se la tua offerta è ancora competitiva.
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