Prezzo indicizzato: conviene
La risposta breve: dipende dal momento di mercato e dal tuo profilo di rischio. Le offerte indicizzate seguono il PUN per la luce o il PSV per il gas, e fanno risparmiare quando i prezzi all'ingrosso scendono, ma espongono ai rincari quando salgono. Nel 2026 i mercati sono tornati moderati e relativamente stabili: in queste condizioni un'offerta indicizzata con spread basso (sotto 0,02 €/kWh per la luce) batte spesso le offerte a prezzo fisso. NON conviene se non puoi permetterti oscillazioni mensili, se ricordi il 2022 e preferisci dormire tranquillo, o se l'offerta ha spread alto e costi fissi elevati. Se vuoi capire bene il meccanismo, parti dalla guida su come funziona il prezzo indicizzato.
La situazione di mercato 2026
Nel 2026 i prezzi all'ingrosso dell'energia sono tornati su valori moderati dopo la crisi del 2022. Il PUN si muove tipicamente tra 80 e 120 €/MWh con punte stagionali, contro i 300+ €/MWh dei picchi 2022. Il gas sul PSV/TTF si muove tra 30 e 50 €/MWh, contro i 250+ €/MWh dei mesi peggiori della crisi energetica.
In questo contesto, le offerte indicizzate con spread competitivo sono spesso più convenienti delle offerte a prezzo fisso, che incorporano un "premio per il rischio" di circa il 10-15%. La situazione resta però fragile: tensioni geopolitiche, fermo di centrali nucleari francesi, ondate di freddo eccezionali possono far rapidamente salire i prezzi. L'indicizzato è quindi una scelta razionale solo se sei disposto ad assorbire qualche oscillazione.
Profilo del cliente: a chi conviene
L'indicizzato conviene a chi ha consumi medio-alti (per cui anche piccole differenze di prezzo unitario fanno una grande differenza annua), a chi ha un budget familiare flessibile e può assorbire bollette più alte in alcuni mesi, a chi ha tempo di monitorare il mercato (anche solo trimestralmente) e può cambiare offerta se le condizioni peggiorano, a chi vuole "pagare il giusto" senza margini extra del fornitore.
Non conviene a chi ha pensioni o redditi fissi e budget rigidi mensili, a chi non vuole pensare alle bollette e preferisce il "set and forget" del prezzo fisso, a chi ha avuto brutte esperienze con bollette esplose nel 2022 e ha bisogno di certezze.
Lo spread: il vero parametro da guardare
Tra due offerte indicizzate sullo stesso indice (es. entrambe PUN), il parametro decisivo è lo spread. Per la luce gli spread competitivi 2026 vanno da 0,005 a 0,020 €/kWh. Per il gas da 0,05 a 0,15 €/Smc. Sopra questi valori, l'offerta non è particolarmente vantaggiosa: meglio cercare alternative.
Attenzione anche al "perimetro" dell'indicizzazione: alcune offerte indicizzano solo la quota energia "pura", altre includono anche il dispacciamento; alcune fissano lo spread per 12 mesi, altre lo modificano al rinnovo. Le CTE sono il documento dove queste informazioni sono dettagliate: leggile prima di firmare.
Strategia mista: il compromesso intelligente
Una strategia adottata da molti consumatori esperti è la "diversificazione": prezzo fisso sulla luce (consumo più costante e prevedibile) e indicizzato sul gas (più stagionale e sensibile a fattori di breve termine), o viceversa. In questo modo si limita l'esposizione al rischio di rialzi simultanei su entrambe le forniture.
Un'altra opzione è scegliere offerte indicizzate ma con "tetto massimo" (cap): il prezzo segue l'indice ma non può superare un valore prefissato. Sono offerte meno comuni ma utili per chi vuole il vantaggio dell'indicizzazione senza il rischio totale dei mercati.
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