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    Contratti e utenze

    Dopo quanto staccano luce o gas per morosità

    Tra il mancato pagamento di una bolletta e il distacco effettivo passano in media 75-110 giorni. Le fasi sono: scadenza (0-15 giorni), primo sollecito informale (15-25), costituzione in mora con raccomandata (25-40 giorni con altri 25-40 di tempo concesso), richiesta di sospensione al distributore (50-75) ed esecuzione del distacco entro 7 giorni lavorativi.

    Le quattro fasi del distacco per morosità

    Conoscere la sequenza esatta delle fasi del distacco aiuta a capire di quanto tempo realmente disponi e quando agire diventa urgente.

    Fase 1, giorni 0-15: la bolletta è scaduta. Iniziano a maturare gli interessi di mora (BCE +3,5%) ma non succede nulla di formale. Pagando in questa finestra, regolarizzi la posizione versando solo pochi euro di interessi.

    Fase 2, giorni 15-25: arriva il primo sollecito informale (SMS, email, lettera ordinaria). Non è ancora una procedura legale, ma è un avviso a non sottovalutare la situazione.

    Fase 3, giorni 25-40: parte la "costituzione in mora" con raccomandata A/R o PEC. Da questo punto hai ancora 25-40 giorni di tempo per pagare prima che il fornitore avvii la richiesta di distacco. È la fase più importante per agire e chiedere una rateizzazione.

    Fase 4, giorni 50-75: scaduto anche il termine della costituzione in mora, il fornitore invia formale richiesta di sospensione al distributore (E-Distribuzione, Italgas, ecc.), che programma l'intervento entro 7 giorni lavorativi.

    In totale, dalla scadenza al distacco effettivo passano quindi 75-110 giorni nel caso più rapido. In molte situazioni concrete i tempi si allungano ancora di più, perché i fornitori (per ragioni commerciali) tendono a concedere margini maggiori.

    La fase di riduzione di potenza per la luce

    Per la fornitura elettrica, prima del distacco completo esiste una fase intermedia chiamata "riduzione di potenza". Il distributore abbassa la potenza disponibile al contatore a 0,5 kW: una soglia molto bassa ma non zero.

    Con 0,5 kW puoi tenere accesi il frigorifero, qualche lampada a led e poco altro. Non puoi usare contemporaneamente lavatrice, forno, phon o piastra a induzione: scatta il salvavita appena superi la soglia. È pensata come "ultimo avviso" per spingere a saldare il debito senza arrivare al distacco totale.

    La fase di riduzione di potenza dura 15 giorni. Se entro questo termine non paghi (o non concordi un piano di rientro), scatta il distacco completo: il distributore stacca fisicamente il contatore e lo sigilla.

    Per il gas non esiste una fase di "riduzione": si passa direttamente dalla fornitura piena al distacco completo. In compenso, in molte regioni italiane durante il periodo invernale (1 novembre - 31 marzo) il distacco gas per morosità è limitato o vietato per ragioni umanitarie, soprattutto se in casa ci sono minori o anziani.

    Clienti vulnerabili: per chi il distacco è vietato

    L'ARERA ha individuato categorie di "clienti vulnerabili" per cui il distacco della fornitura è vietato per legge, anche in caso di morosità prolungata. Rientrano in queste categorie:\n\n- Persone con disabilità grave certificata (Legge 104/92, art. 3 comma 3)\n- Persone con apparecchiature elettromedicali salvavita a domicilio (dialisi, ventilatori polmonari, pompe di infusione)\n- Anziani over 75 con ISEE basso (sotto 20.000 €)\n- Famiglie con neonati (entro 3 anni di età)\n- Famiglie residenti in case di edilizia residenziale pubblica con ISEE molto basso\n\nSe rientri in una di queste categorie, devi comunicarlo formalmente al fornitore appena possibile, allegando la documentazione (verbale di invalidità, certificato medico, attestato ISEE). Il fornitore deve confermare per iscritto l'esenzione dal distacco.\n\nAttenzione: l'esenzione dal distacco non significa esenzione dal pagamento. Il debito continua a maturare e prima o poi va saldato. Anche per i clienti vulnerabili è essenziale chiedere subito una rateizzazione e attivare il bonus sociale, che spesso copre buona parte degli importi dovuti.

    Cosa fare prima che scatti il distacco

    Se ti rendi conto che non riuscirai a pagare una bolletta o un sollecito, agire subito è sempre più conveniente che aspettare. Tre azioni concrete:

    1) Contatta il fornitore e chiedi la rateizzazione. Quasi tutti accordano 6-12 rate mensili senza interessi (o con interessi simbolici). Durante il piano di rientro il fornitore non può procedere al distacco.

    2) Verifica se hai diritto al bonus sociale. Con ISEE sotto 9.530 € (o 20.000 € per famiglie con 4+ figli) il bonus vale 130-280 €/anno per la luce e 70-280 €/anno per il gas. Si attiva semplicemente presentando la DSU al CAF o sul portale INPS.

    3) Se ritieni la bolletta errata o sproporzionata, contesta nei 30 giorni e contatta lo Sportello del Consumatore Energia ARERA (numero verde 800.166.654, gratuito): in caso di reclamo regolarmente presentato, la procedura di distacco si sospende fino alla risoluzione.

    Un ultimo aspetto da non trascurare: se ricevi regolarmente bollette troppo alte, il problema potrebbe essere il contratto. Caricare la bolletta in un analizzatore permette di capire se stai pagando un prezzo unitario fuori mercato. Spesso cambiare offerta abbatte i costi del 15-25%, eliminando alla radice le difficoltà di pagamento.

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