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    Contratti e utenze

    Cosa succede se non paghi la bolletta luce o gas

    Se non paghi la bolletta entro la scadenza, scattano interessi di mora e arriva un primo sollecito tra 10 e 15 giorni. Se ignori anche quello, il fornitore invia la costituzione in mora con raccomandata, che concede ulteriori 25-40 giorni. Solo dopo questa fase può chiedere al distributore il distacco. Per i clienti vulnerabili (disabili, persone con apparecchi salvavita, over 75 con ISEE basso) il distacco è vietato.\n\nLa via più rapida per non arrivare al distacco resta sempre la stessa: contattare subito il servizio clienti e chiedere una rateizzazione, quasi sempre concessa in 6-12 rate.

    Le fasi del mancato pagamento, dalla scadenza al distacco

    La procedura per il mancato pagamento di una bolletta luce o gas è standard e regolata da ARERA. Conoscerla ti permette di sapere esattamente di quanto tempo disponi e quando scattano le diverse conseguenze.

    Fase 1, giorni 0-15: la bolletta scade e tu non paghi. Decorrono gli interessi di mora, calcolati al tasso BCE maggiorato del 3,5%. Su una bolletta da 200 € sono pochi centesimi al giorno, quindi il vero peso non è qui ma nelle fasi successive.

    Fase 2, giorni 15-25: il fornitore invia un primo sollecito informale via SMS, email o lettera ordinaria. Non ha ancora valenza legale di "costituzione in mora", è un avviso amichevole che ti invita a regolarizzare la posizione. Pagando in questa fase, sei a posto pagando solo gli interessi maturati.

    Fase 3, giorni 25-40: se ignori il sollecito, parte la "costituzione in mora" con raccomandata A/R o PEC. Da questo momento hai ancora 25-40 giorni di tempo per saldare prima che il fornitore possa avviare la pratica di distacco. È il momento più importante per agire: chiamare il servizio clienti e chiedere una rateizzazione è quasi sempre la scelta giusta.

    Fase 4, giorni 50-110: se nemmeno la costituzione in mora ha effetto, il fornitore richiede al distributore di sospendere la fornitura. Il distributore programma l'intervento entro 7 giorni lavorativi.

    Riduzione di potenza e distacco vero e proprio

    Per la luce esiste una fase intermedia prima del distacco totale: la "riduzione della potenza". Il distributore abbassa la potenza disponibile a 0,5 kW (in pratica resta acceso solo il frigorifero e qualche lampada, ma non puoi usare lavatrice, forno o phon). Dopo 15 giorni di potenza ridotta, se ancora non paghi, scatta il distacco completo.

    Per il gas non esiste una fase intermedia: si passa direttamente dalla fornitura attiva al distacco. In compenso, in molte regioni durante il periodo invernale (1 novembre - 31 marzo) sono in vigore restrizioni che limitano o vietano il distacco per evitare situazioni di disagio.

    Dopo il distacco, se non paghi entro alcuni mesi, il contratto viene risolto e finisci nel "Sistema Indennitario", un registro nazionale che rende molto difficile aprire nuove utenze finché non saldi i debiti pregressi. Anche cambiando casa, il debito ti segue.

    Una nota importante: per i clienti vulnerabili (disabili gravi, persone con apparecchi salvavita, anziani over 75 con ISEE basso, famiglie con neonati) il distacco è vietato per legge. Se rientri in queste categorie, comunicalo al fornitore appena possibile e chiedi conferma scritta dell'esenzione.

    Come evitare conseguenze: la rateizzazione

    La rateizzazione è la soluzione più semplice e quasi sempre efficace. Tutti i fornitori sono tenuti a concederla in alcuni casi (bollette di conguaglio sopra il doppio della media, ricalcoli per errore di lettura) e nella pratica la concedono anche in molte altre situazioni "commerciali".

    Come richiederla: basta una telefonata al servizio clienti o una richiesta dall'area clienti online. Il debito viene diviso in 6-12 rate mensili (in alcuni casi anche di più), con interessi nulli o simbolici, aggiunte alle bollette successive.

    Durante il piano di rientro il fornitore non può procedere al distacco né segnalarti come moroso, purché tu rispetti i pagamenti concordati. La rateizzazione interrompe quindi tutta la procedura di morosità.

    Se il fornitore rifiuta una rateizzazione che ti spetta per legge (per esempio su una bolletta di conguaglio), puoi presentare reclamo allo Sportello del Consumatore Energia ARERA al numero verde 800.166.654, gratuito. Nella maggior parte dei casi, dopo l'intervento ARERA il fornitore concede la rateizzazione richiesta.

    Bonus sociale e altri strumenti di sostegno nel 2026

    Se la difficoltà a pagare le bollette è strutturale e non episodica, conviene attivare il bonus sociale luce e gas, riconosciuto in automatico alle famiglie con ISEE sotto 9.530 € (o 20.000 € per famiglie con almeno 4 figli a carico).\n\nIl bonus vale tra 130 e 280 €/anno per la luce e tra 70 e 280 €/anno per il gas, in base al numero di componenti del nucleo e alla zona climatica. Si applica direttamente in bolletta come sconto. Per ottenerlo basta presentare la DSU al CAF o online dal portale INPS: il sistema verifica i requisiti e attiva il bonus senza ulteriori richieste.\n\nNel 2026 è confermato anche il bonus straordinario di 100-115 € una tantum per famiglie con ISEE fino a 25.000 €.\n\nUn ultimo consiglio: se ricevi spesso bollette troppo alte, non è necessariamente perché consumi tanto. Caricare la bolletta in un analizzatore permette di capire se il prezzo unitario che paghi è in linea con la media di mercato 2026 o se conviene cambiare offerta. Spesso un cambio fornitore mirato fa risparmiare 200-400 € l'anno, sufficienti a evitare il ripetersi di situazioni di difficoltà.

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    Carica la bolletta in modo anonimo: l'analizzatore confronta il tuo prezzo unitario con la media di mercato 2026.

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